Austria

Ad ogni viaggio andrebbe dedicato qualcosa che rimanga impresso, scritto. Le foto e i souvenir, spesso non bastano. Le vacanze estive sono ormai un lontano ricordo, ma solo ora trovo il tempo per pubblicare quello che abbiamo scritto sul nostro viaggio in Austria. Si tratta di un vero e proprio log, scritto in progress su iPhone, l’ho solo aggiustato un poco con le note tra parentesi.

21/8 Sabato
La mattinata si svolge con un frenetico susseguirsi di preparativi. Nulla era pronto e la quantità di cose da portare enorme. Riusciamo a partire alle 16:30 con destinazione Clusio, Malles Venosta. Arriviamo dal nostro amato Hansi alle 21:00 giusto in tempo per un’ottima cena. Domani cominciamo bene : escursione a Solda di 4/5h.

22/8 Domenica
Ottima colazione e poi ritrovo con Simone, dove partiamo con destinazione Solda in compagnia di Franco e Max.
La giornata stupenda ci accompagna fino 2300m.

23/8 Lunedì
Riposo. Picnic ai laghetti di Prato allo Stelvio. Nascita della Compagnia dell’agnello. Speck all’agriturismo. Laura decide di voler vedere delel enormi pale eoliche da vicino Paura!! Cena da Lampl a Malles. Gelato a Glorenza.

24/8 Martedì
Partenza sotto la pioggia per l’Austria dopo aver salutato l’amato Hansi. Stop a Landek: adottato Landek (un peluche di serpente) e comprato diario di viaggio! Pappa a Zams in mezzo ai campi come due derelitti. Tunnel ininterrotto verso Bregenz. Medikit (obbligatorio in Austria) e cartina (si, una cara vecchia cartina nessun navigatore!) Siamo pronti! Bregenz ci accoglie con il cielo spaccato in due. Una simpatica (psicotica) signorina della pro loco ci trova la zimmer presso una altrettanto simpatica signora nella zona più bella di bregenz, la zona vecchia.
Cena consigliata dalla lonely : grobbersalcazzooquacosa. Passeggiata sul lungolago e rientro morti.

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Filippide ci riprova


Piu’ pesante, piu’ lento, piu’ vecchio!

La ragazza dello sputnik

“Un silenzio che non offre promesse continua a riempire lo spazio all’infinito. Ma io non ho fretta. Non c’e’ bisogno di affrettarsi. Io sono gia’ pronto. Posso andare in qualsiasi posto. E’ cosi? Esattamente Cosi’.”

Haruki Murakami – La ragazza dello sputnik

Solo tre personaggi, solo tre solitudini. Struggente e malinconico. Difficile prendere un libro in mano dopo averlo letto e avere quasi paura di riprovare le stesse emozioni. Il finale e’ un crescendo che ti porta ad un vero stordimento emozionale. Non c’e’ nulla di assurdo, nulla che ti lasci presagire qualcosa di molto strano se non una visione “orientale” del mondo. Dopo aver letto Norvegian Wood/Tokyo Blues, lo stile di Murakami non mi era nuovo. Le sue metafore e l’introspezione dei personaggi fanno parte del suo modo di raccontare.

“Perche’ dobbiamo tutti restare soli fino a questo punto? pensai. Che bisogno c’e'? Con tutte le persone che vivono su questo pianeta, e se ognuno di noi cerca qualcosa nell’altro, perche’ alla fine dobbiamo essere cosi soli? A che scopo? Forse il pianeta continua a ruotare nutrendosi della solitudine delle persone? Mi girai verso l’alto su quella roccia piatta, guardai il cielo e pensai ai tanti satelliti artificiali che continuano a compiere la loro orbita intorno alla terra. L’orizzonte era ancora orlato da un leggero chiarore, ma nel cielo di un colore denso come il vino si cominciavano gia’ a vedere le stelle. Tra queste provai a cercare le luci dei satelliti artificiali. Ma il cielo non era abbastanza scuro per poterle vedere ad occhio nudo. Le stelle erano immobili, ognuna al proprio posto, come se fossero state attaccate con dei chiodi. Chiusi gli occhi e tesi le orecchie pensando ai discendenti dello Sputnik, che continuavano ad attraversare il cielo, legati alla terra solo dalla forza di gravita’ . Solitari aggregati di metallo che nelle vuote tenebre del cosmo si incontrano per caso, quasi si sfiorano, quindi si separano per sempre. Senza scambiarsi parole, ne promesse.”

Netiquette

Stasera mentre stendevo i miei calzini pensavo alla Netiquette. La Netiquette e’ un’insieme di regole che servono a servirsi meglio della rete. Era una parola diffusissima agli albori della rete e oggi sarebbe piu’ utile che mai considerato lo sviluppo eccezionale di questi anni.

Il soggetto nelle mail. Passiamo dal caso dell’omissione completa al caso dell’inutilita’. Un soggetto ben scritto e’ un primo filtro visuale su quello a cui dobbiamo dare la precedenza, un soggetto nullo ti costringe spesso inutilmente ad aprire la mail facendoti solo perdere tempo. Per le mail personali sto utilizzando un filtro lato server che automaticamente mi scarta le mail senza soggetto comunicando al mittente che la mail e’ stata scartata in quanto senza soggetto. Quello che poi succede e’ che a quanto pare non tutti capiscono questi messaggi scritti in quella strana lingua chiamata anglostrogoto. Capisco che poi mi diano anche dello stronzo, ma pazienza.

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Filippide è stanchino

Cinque e trenta suona la sveglia e penso a Mauro nelle sue coperte (ndA rileggendo questa cosa anni dopo suona un molto gay!). Caffe’ e latte, quattro fette di pane e marmellata. Sette, temperatura un grado. Otto passate, siamo in Cairoli, ci cambiamo sotto un tendone che si fara’ affollatissimo con un “piacevole” effetto stalla alla canfora (l’odore degli unguenti che si mettono i fighi). Ci riscaldiamo attorno al castello con i nostri utilissimi sacchi della spazzatura.

Parto solo nel mio settore blu, non riesco a trovare Fabio, ma sono tranquillo, non c’e’ calca e posso riscaldarmi ancora bene. Lo scorso anno ero uno spettatore e ricordo bene quei momenti. Sentivo molto di piu’ la musica, tensione, emozioni eppure non ero io a correre, non avrei mai pensato minimamente di ritrovarmi li l’anno dopo a fare quello che corre.

Partenza. Riesco a passare i tappeti solo dopo un minuto e mezzo e penso sia gia’ ottimo, finalmente mi sale un po’ d’emozione. Mi sento ancora tranquillo, quasi tutti quelli intorno a me corrono sul ritmo dei 6′ al km. Cerco di solo di godermi l’atmosfera, i palchi con i gruppi, i sorrisi e i grazie a chi ti incita. Arrivo alla 10km senza quasi accorgermene e come preventivato faccio il mio primo pasto di carboidrati poco dopo il ristoro.

Passo la mezza e i peacemakers delle 4h:15′ sono davanti a me, corriamo compatti. Il gruppo mi protegge dal vento insidioso. Arrivati sul naviglio,e’ il nostro Forrest che ci racconta la storia di Abebe Bikila strappando qualche sorriso e facendoci dimenticare per un attimo la fatica. Sto bene e mi rendo conto di correre un po troppo forte ma l’idea di risparmiarmi per i tempi duri non mi convince. Sapevo che almeno al trentesimo km potevo arrivarci, l’avevo provato solo una volta.

Faccio il mio secondo pasto con i soliti 25mg di enervitene e comincio a sentire che qualcosa non va. Poco prima del venticinquesimo provo a piegare un ginocchio piu’ del solito e il mio bicipite femorale si blocca ignobilmente. Riesco a non fermarmi fino al ristoro dove le mie gambe si placano per la prima volta. Riprendo a correre ma faccio l’errore di salire su un gradino e lo stesso muscolo si blocca ancora facendomi un male cane e anche Silvia mi passa con la sua invidiabile costanza. Arrivo sofferente al trentesimo ed essere solo superato non mi fa sentire propio a mio agio. Il percorso diventa sempre piu’ sgradevole alla vista, le file di macchine e autisti della domenica incazzati pesano. Il vento e’ fastidiossimo al punto di farmi correre con le mani sulla pancia e poi i ricordi si fanno confusi con tanto di visioni mistiche e desideri di ritiro.

Non avevo mai corso 42km e non avevo mai corso per piu’ di 3h di fila. Forse valeva la pena arrivare alla fine. Ad un’anno dalla prima gara di corsa mi sembrava il giusto coronamento. Alla fine sono arrivato in 4h:53′ poco dopo il primo della categoria MM75…, per fortuna si tratta di uno sport da vecchi e avro’ il tempo di rifarmi!

Ready, Steady, Go!

Milano City Marathon ormai ci siamo. Preso stasera il pettorale 4964, c’e’ pure il mio nome stampigliato sopra. Peccato che il chip sotto il pettorale non sia cosi’ comodo, ma credo che le mie prestazioni non ne saranno influenzate :D Il pacco gara e’ composto dalla solita tonnellata di carta, ma non avevo dubbi che l’unica cosa interessante sarebbe stata la maglia tecnica, molto carina!

Preparazione atletica :

Panzerotto da Luini
Doppio cheeseburger
Onion Rings

…mi sto pure riposando da una settimana e gli obbiettivi in ordine crescente sono : finirla, finirla vivo, finirla in meno di 4:30h e finirla con il mio tempo basato sulla mezza che dovrebbe essere qualcosa sui 4:15h (il doppio piu’ mezzora? …no, non ho studiato) ma dovrei doparmi quel giorno.

Infine ne ho approfittato per farmi il solito giretto alla feltrinelli concluso con l’inevitabile acquisto di libri : il Giovane Holden di Salinger e Le Particelle Elementari di Houellebecq! Vado a leggere va…

Corripavia 2008

Con l’avvicinarsi dell’evento maratona, queste mezze maratone diventano quasi obbligatorie! La corripavia e’ stata la mia terza mezza maratona nel giro di un mese e in assoluto. Dopo aver corso nelle campagne della periferia di Milano, mi son trovato una corsa tutta in citta’. Non mi ricordo di esser stato altre volte a Pavia ma il primo passaggio del ponte coperto sul Ticino e’ stato a suo modo suggestivo. Il percorso era completamente protetto e ho visto le prime macchine solo a 3km dall’arrivo. I ristori mi hanno un po deluso per la mancanza di zucchero, che solidamente mi da almeno l’illusione di buttare giu’ un po di carburante. In compenso c’erano vari spugnaggi che ho avuto modo di apprezzare soprattutto a meta’ percorso.

Sono arrivato in 1:50 (stesso tempo delle altre due praticamente) ma essendomi allenato un solo giorno durante la settimana posso ritenermi soddisfatto. All’arrivo il ristoro e’ stato molto piacevole con pasta, vino e birra. Noi poi abbiamo continuato in camper con un ricco ma salutare pranzo che credo mi abbia fatto recuperare ben piu’ delle 1600 calorie spese :D Altra nota posiva il pacco gara composto da un giacca antivento e di un pacco pieno di prodotti della Scotti.

Milano City Marathon 2008

Iscritto. Non ho piu’ scuse, ora mi tocca. 42.195km che mi son costati piu’ di un’euro al km! Tra 51 giorni saro’ morto.

Garmin Forerunner 305

E’ sempre bello ricevere pacchetti e tutte le volte che compro qualcosa online non vedo l’ora che arrivi stressando mia madre ogni santo giorno! Ma come al solito sto divagando e il pacchetto in questione riguarda un GPS da polso con cardiofrequenzimetro. Ebbene si, i navigatori servono anche a chi corre e questo Garmin Forerunner 305 credo sia uno dei migliori in commercio.

Cosa serve? A tantissimo, prima di tutto a capire il passo che stiamo tenendo in ogni momento e senza avere alcun rifermento chilometrico. L’unica tecnologia valida a questo scopo e’ l’utilizzo del sistema GPS che ci fornisce dati molto precisi su velocita’ e dislivello. Esistono in commercio dispostivi come il Nike+ per iPod, ma essendo dotati solo di accelerometro vanno calibrati e non saranno mai cosi’ precisi.

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Sick, Pointless and with new engine.

I’m sick. There are elections out there and I’m bored under my blankets.

I can’t sleep and the geek in me ask if my too much simple blog need to revamped. For a long time I’ve thought about a simple content manager written in some interesting language (ie ruby) using flat text files for persistence. Not much different from blogger that I’ve used until today, but that’s involve in reinventing the wheel. Again.

So i’ve made a prompt decision : Follow the masses, use WordPress. I don’t need to satisfy my ego having a blog, but when i have something to write is cool to have a space with a simple publish tool. I made some points here :

  • Import from blogger. Worked but i’ve needed to disable the the FTP publishing. Permalink created by wordpress are different from blogger but there’s a plugin that converts all permalinks backward compatibile with blogger.
  • Flickr integration. Great, but now disabled for the most.
  • My Google Reader shared items now have an use.
  • Now i can put millions of plugins that they’ll make the site slower and slower.
  • Continue my mixture of english and italian.
  • Write 3 post one day and nothing for a year.

See ya.

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